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Home » Archiv » Nepal » Le ragioni economico-politiche della guerra popolare in Nepal
![]() Le ragioni economico-politiche della guerra popolare in Nepal "Una guerra popolare ha avuto inizio in Nepal il 13 febbraio del 1996. Questa guerra è diretta dal Partito Comunista del Nepal (Maoista) e mira all'instaurazione di un sistema sociale ed economico e di uno stato di nuova democrazia sulla base del rovesciamento dell'attuale struttura economica e statale. Tutto questo può essere meglio compreso se consideriamo che il Nepal è tra i paesi più poveri del mondo sotto il profilo sociale e culturale. Il 71% della popolazione ricade sotto il livello della povertà assoluta; il 46,5% della ricchezza nazionale è debtenuto da un 10% della popolazione; più del 60% della popolazione è analfabeta; più del 90% dell'intera popolazione vive nelle aree rurali e l'81% della forza lavoro è impiegato nel settore più arretrato, quello agricolo; il 10% della popolazione attiva è disoccupata e il 60% è sotto-occupata. Parallelamente l'andamento della produzione del grano, il principale prodotto nazionale, è andato decrescendo negli ultimi 30 anni. Il debito estero ammonta al 60% del prodotto interno lordo, e negli ultimi anni risolta in crescita". "Possiamo pensare che sia quindi naturale che tutti vogliano conoscere come la guerra popolare e la rivoluzione di nuova democrazia stiano iniziando ad affrontare questi problemi giganteschi…"(Da the Worker n4, 1998 organo del PC del Nepal (maoista) pag1-Politico-economic rationale of people's war in Nepal).Iniziative a sostegno dello sviluppo della cultura rivoluzionaria Il camion della Pepsi-cola Uno dei più interessanti momenti del mio viaggio nella Regione centrale è stato passare nel distretto di Gorkha.. Subito dopo l'inizio della guerra popolare condotte dal partito le masse locali attaccarono un camion della Pepsi-cola distruggendone il carico. Durante quest'azione vennero chiamati tutti gli insegnanti affinchè successivamente potessero insegnare ai loro studenti in che modo l'imperialismo sfrutta il popolo e come il popolo può opporsi ad esso. Fu anche fatta agitazione tra il popolo per evidenziare come mentre non c'è acqua potabile per la gente c'è Pepsi-cola in abbondanza, si trova e viene venduta dappertutto. (dal reportage di Li Onesto articolo n22: Hope of the Hopeless in Gorkha - La speranza dei senza speranza a Gorkha ) Banca dell'agricoltura e FMI Gorka: il 13 febbraio 1996, alle 3,45 del pomeriggio venne effettuata un'irruzione nella banca dell'agricoltura, un simbolo dell'imperialismo. Si trattava di una nuova esperienza perché prima di quest'azione non era stata praticata la lotta armata. Questa banca è diretta dal governo ed è coinvolta nei progetti del Fondo Monetario Internazionale e nella politica dei prestiti della Banca Mondiale. Furono prelevati tutti i documenti e furono bruciati. (dal reportage di Li Onesto articolo n22: Hope of the Hopeless in Gorkha - La speranza dei senza speranza a Gorkha ) Gorka, la fabbrica di liquori. La notte tra il 13 ed il 14 febbraio del 1996 fu fatta saltare ed è stata completamente distrutta una fabbrica di liquori simbolo dell'oppressione culturale. (dal reportage di Li Onesto articolo n22: Hope of the Hopeless in Gorkha - La speranza dei senza speranza a Gorkha ) Il No Profit USA: la politica neocoloniale dei nuovi missionari. In un altro posto fu preso come obiettivo "Save the Children" (Salvare i bambini) un progetto di assistenza degli USA per il Nepal. Questo progetto fu colpito il 23 febbraio, venne fatta un'irruzione nel loro centro di assistenza e furono prelevati soldi ed attrezzature. Questa organizzazione distribuisce soldi per progetti di educazione e di assistenza sociale, con lo scopo di confondere il popolo ed allontanarlo dalla soluzione rivoluzionaria, promuove anche la religione cristiana. (dal reportage di Li Onesto articolo n22: Hope of the Hopeless in Gorkha - La speranza dei senza speranza a Gorkha ) La liberazione dei contadini-schiavi "Nella regione del Terai circa il 20% della popolazione è senza terra, altri hanno solo una piccola percentuale di terra. Il Terai era ricchissimo di foreste sino al 1960 quando il governo ed i proprietari terrieri iniziarono a disboscare. Quindi la terra qui non ha una lunga storia in termini di proprietà e coltivazione da parte dei contadini. La guerra popolare ha confiscato delle terre ai proprietari fondiari ed ha anche liberato alcuni lavoratori-schiavi, contadini venduti ad un proprietario terriero o costretti a lavorare gratuitamente per pagare i loro debiti. Ho sentito la storia di un uomo che ha lavorato come schiavo per 50 anni. E' stato prelevato dalla famiglia d'origine quando aveva nove anni e venduto al padrone per 20 chili di miglio. Il partito (il PCN-Maoista) ha condotto circa 1000 persone da quel padrone ed ha organizzato una grande assemblea. Le organizzazioni rivoluzionarie di massa hanno denunciato in questa assemblea lo sfruttamento fatto da questo padrone e hanno chiamato il popolo ad un'azione collettiva. Il popolo ha chiesto che il padrone pagasse quest'uomo per i cinquant'anni di lavoro oppure che desse a quest'uomo una propria proprietà come se si fosse trattato di un proprio figlio. Il padrone ha accettato la seconda proposta ed è stato costretto a dargli sino a 0,8 ettari di terra oltre a circa 400.000 rupie".(dal reportage di Li Onesto, articolo 21: Land in the Middle). Distribuzione tra i contadini del raccolto confiscato ai proprietari terrieri. Durante il terzo piano strategico, il 26 dicembre del 1998, fu celebrato l'anniversario della nascita di Mao Tse Tung con la requisizione del raccolto in possesso dei proprietari fondari. Circa 500 persone del popolo presero parte in quest'azione, mentre le forze guerrigliere in uniforme garantivano la loro difesa. La polizia cercò di interrompere quest'azione, ma non potè fare nulla contro un così gran numero di persone. (dal reportage di Li Onesto, articolo n22: Hope of the Hopeless in Gorkha - La speranza dei senza speranza a Gorkha ) Indice INTRODUZIONE SITI SULLA RIVOLUZIONE NEPALESE E SUL PARTITO COMUNISTA DEL NEPAL (Maoista) Nepal: la lotta delle donne per la Part 2: Villages of Resistence Le ragioni economico-politiche della guerra popolare in Nepal NEPAL: CRONISTORIA DELLE TAPPE |
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